Mi sono resa conto, solo ora, che questo blog ha compiuto un anno.
Il primo messaggio risale al 30/XI/08
Il suo primo anno di vita.
Un anno, 5 pagine.
Pensavo, sinceramente, che avrei scritto di più. O che avrei avuto di più da scrivere.
Non so se è da imputarsi alla mia scarsa costanza, o al semplice fatto che sono una persona più vuota di quanto immaginassi.
Non ho mai tenuto un diario, in effetti.
Se lo tenessi, non sarebbe comunque virtuale. Non amerei farlo leggere a qualcuno, neanche a qualcuno che amo. E probabilmente a questi non-lettori non farebbe piacere leggerlo.
Forse alla fine è questo che mi frena.
A volte si avrebbe bisogno di spazio, un piccolo spazio personale dove rinchiudersi. Dove potersi sfogare senza che qualcuno chieda "che hai?"
Sfogare e basta.
Non importa quello che ho.
A volte non ho niente. Si può essere tristi e basta.
Non ci sono sempre dei motivi.
Ma non è questo quello spazio. Certo, continuerò a scrivere qui. Ancora a lungo immagino. Chissà, forse rileggerò questo post fra un altro anno e ci riderò sopra.
Anche se non lo credo. Probabilmente poco o nulla sarà cambiato della mia vita, fra un solo altro anno. Dovrei rivederlo fra 10 per riuscire ad apprezzare i cambiamenti.
Ma, come dice sempre mia madre, domani beato chi c'ha un occhio.
Questo è stato il mio anno di vita.
E' da un anno che è morto Blitz per esempio. Ogni tanto mi scopro a cercarlo ancora.
Non sembra passato un anno.
Sembra siano passati, insieme, migliaia di anni e solo pochi giorni.
E poi dicono che il tempo guarisce tutte le ferite. Non è vero. O si fa QUALCOSA per le nostre ferite, o quelle da sole non guariscono di certo.
Le soluzioni non cascano fra capo e collo così, solo perché le vorremmo.
Sarebbe facile.
Sarebbe comodo.
Ma non sarebbe umano.
Ogni passo della nostra vita conduce a delle scelte, precise. Ogni scelta ci porterà ad altre. E via dicendo. Inutile cincischiare e dire "Non è colpa mia."
E' sempre colpa nostra.
Non di altri.
Nostra.
Qualsiasi scelta si faccia siamo NOI a farla. Per i più svariati motivi.
Per amore, per odio, per codardia, per coraggio, per comodità, per ripicca.
Dire poi "non avevo scelta" è falso.
Nascondersi dietro dei paraventi di carta di riso è inutile. Soprattutto se si spera che proteggano da una testata nucleare.
Si ha sempre scelta.
Si può sempre, per lo meno, combattere in quel che si crede.
Non farlo, arrendersi prima di aver imbracciato le armi, è da codardi.
Da terrorizzati di vivere.
Già.
Spaventati dalla vita e dalle sorprese, spesso pessime, che ci porta.
Ha un suo humor nero, la vita. Un po' come Rhadamantis della Viverna. Roba da inglesi.
Da Gibran:E io dissi:
Abbi pietà di me, Vita.
Sono stanco, sono pieni di piaghe i miei piedi,
e ogni forza è andata via da me.E la Vita ...
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