Macchie d'Inchiostro

Ruri
Avatar

Nell'affresco sono una figura di sfondo.

Group:
Administrator
Posts:
209
Location:
Ovunque e da nessuna parte
PM  Email 

About me
Ruri, Romilda, Clarisse, un sacco di altri nomi che non si ricorda.
Spectre; Shura fan; lettrice accanita. Qualcos'altro forse, molto poco. Loquace sulle cose insensate; Storica; Imbrattacarte, ma con criterio. Almeno dicono.
Di professione soldato, per ora. Poi chissà, potrebbe decidere qualcosa di peggio.



1 user(s) online
F_ACTIVE
1 guests
0 members
0 Anonymous Members
[ View Complete List ]


LINKS!
Stardust Way!
Gold Insanity!

Statistics
F_STATS
Macchie d'Inchiostro have:
176 articles, 60 comments, 14 members,
5.216 total visits, 73 visits this month,
399º in Top Blog

Most users ever online was 8 on 6/2/2011, 00:06


B_NORM    
view post Posted on 8/5/2012, 21:21 by: RuriQuote
Ahahahahahah.

Non so il perché di questa risata ad inizio post ma stavo ridendo e ho deciso di notificarvelo.

I 42'' di Malvagità sono quelli della televisione dei miei, che ha un impianto Home Theater di tutto rispetto. Magnifica per vederci un bel film, se solo la utilizzassi. Di fatto la tv io non la vedo praticamente mai, tranne quando sto cucinando da sola e allora l'accendo per il puro gusto di vedermi il tg o semplicemente avere del rumore di compagnia.
La malvagia scatola io la vedo ben poco dunque, ma la sento tantissimo.
Perché c'è l'impianto Home Theater.
Perché l'ascolto anche senza volerlo fare.
Perché il salone è vicino e la vedono i miei.

Cosa comporta tutto questo?
Che, volente o nolente, ogni tanto mi arrivano degl'input sonori dall'altra stanza che sono solitamente del tutto fuori contesto rispetto a quello che sto facendo in camera mia.
E mi portano ad avere reazioni di risate isteriche, o ad alzarmi e andare a controllare se i miei sono ancora vivi e in salute.

Qualche esempio.
Ci sono delle voci e dei film che io riconosco in tempo zero, ma che non mi aspetto che i miei guardino.

Dogma è uno di quei film (chiunque non l'abbia visto lo veda, ricordandosi che Dio ha un gran senso dell'umorismo: basti pensare agli ornitorinchi) del tutto estranei alle corde dei miei genitori, ma che si sono visti.
Io quella sera corsi in salone sbraitando qualcosa del tipo: "Vi state guardando Dogma?!"
E loro: "Ah! Perché si chiama così?"
*il tutto mentre Loki pontificava sullo scarso carisma da Collera dell'Onnipotente di una semplice pistola*

Reazione simile mi è stata prodotta da Ritorno al Futuro.
Perché dovete sapere che mio padre ama solo film di "sberle", come ama definirli, e mia madre in generale si addormenta ai titoli di testa di qualsiasi cosa. Quindi vederli svegli a godersi Ritorno al Futuro o Scuola di Polizia in generale mi fa drizzare le orecchie.

A parte questo, che è una mia reazione idiota all'idea che possano amare qualcosa che amo anch'io (di solito non accade, ecco perché mi stupisco), da quel malvagio salone escono rumori ben più preoccupanti.

Ieri sera era un documentario/nonsocomealtrodefinirlo sulla sessualità femminile. Ho passato la serata a sentir declamare la spiegazione scientifica del punto G, aggiungendo che alcune donne possono arrivare all'orgasmo solo accarezzandole i piedi.
Giacché i miei genitori han due figli per cranio pensavo che tutta sta roba l'avessero già passata e invece no.

Ogni tanto ho il piacere di sentire la voce di Angela Padre e Angela Figlio (Piero e Alberto, come li chiamo amichevolmente) e allora sono sicura che se non è Super Quark dev'essere parente stretto.

Aggiungiamo a questo crogiuolo urla varie ed eventuali, spari, Carosello, Audrey Hepburn e a...

Read the whole post...

Comments: 0 | Views: 6Last Post by: Ruri (8/5/2012, 21:21)
 

B_NORM    
view post Posted on 7/5/2012, 16:42 by: RuriQuote
C'era una volta, non molto tempo fa, una ragazza che stava passando la serata a cazzeggiare felicemente su internet.
La ragazza in questione era sbracata sulla sua scrivania, con il laptop acceso davanti e Busindre Reel in sottofondo da praticamente mezza giornata. Ebbene sì, ogni tanto va in loop con le canzoni.
Ma questa è un'altra storia.
La scrivania suddetta è ingombra di cose. Sopra e sotto.
Un'amatissima scrivania Ikea, della quale ho cercato immagine esplicativa senza trovarla, con un piano di vetro e degli scomparti, sotto.

*crea l'immagine esplicativa*

*vetro*-----------------------------------------------
*vuoto*
*legno*_______________________________



Ieri sera, appunto, un allegro animaletto ha avuto la fantastica idea d'incastrarsi nella zona "vuota". Vuota per modo di dire, ci sono disegni, retini, una spillatrice, un boato di roba là sotto. Insomma, si era comunque incastrato lì.
E la mia mano non ci arriva, molto semplicemente, un po' per la roba che c'è un po' per il fatto che ho delle articolazioni.
Così ero rimasta a guardare impotente lo svolazzar senza risultato di una specie di zanzara gigante sotto vetro.
Questa è la sua storia.
La storia della zanzara Tobia.

Prima cosa: non è una zanzara.
Mi è stato detto, solo non saprei come altro chiamarla. Avete presente quegli zanzaroni innocui che ogni tanto s'incontrano? Uno di quelli.
Fatto sta che s'era incastrata là sotto. Io volevo aiutarla ad uscire, ma appunto non ci arrivavo fisicamente a prenderla.
Per fortuna dopo un po' è riuscita a svolazzarsene fuori per conto suo. Andandosi a spiaccicare contro la mia lampada da tavolo e rotolando sopra la scrivania.
L'ho guardata riprendersi e cominciare a girare fra filtri e cartine, prima che decidesse di spiccare nuovamente il volo.
E andarsi a schiantare contro il mio calendario del 2011 (che continua a rappresentare una Kitsune con come definizione "Cerbero". Lo tengo per questo: mi fa molto ridere).

A quel punto avevo constatato che il sistema di volo di quella zanzara non è che funzionasse così bene.
E' scomparsa per un po' di tempo, prima di ricomparire.
Sempre nella lampada da tavolo.
E' stato a quel punto che l'ho chiamata Tobia, più o meno. Perché è il primo nome che mi è venuto in mente, non per altro.
Di fatto il suo GPS aveva dei seri problemi.
Perché dopo neanche dieci minuti la rividi incastrata nella scrivania e allora, amore mio, si vede che sei torda. Lo sai che da lì non esci facile, lo sai. Che poi passi il tempo a decollare e prendere a craniate il vetro.
A sto giro però è stata più fortunata: era in un punto che potevo raggiungere con la mano, quindi l'ho delicatamente presa e fatta uscire.
Con un ronzio di sollievo è ripartita alla conquista dei cieli blu. Già la vedevo volare libera e felice per il mond...

Read the whole post...

Comments: 0 | Views: 17Last Post by: Ruri (7/5/2012, 16:42)
 

B_NORM    
view post Posted on 24/4/2012, 19:53 by: RuriQuote
Io prendo ordini ogni santo giorno.

Ogni
Santo
Giorno.



E sto muta e rassegnata perché così dev'essere, perché sono ordini che devo eseguire e certo non contestare, perché è il mio lavoro eseguire gli ordini d'altro canto.
Mi sta anche bene.
Viva la scala gerarchica!

Non mi sta bene fuori dall'ambito lavorativo.
Fuori io non prendo ordini da nessuno.
Nessuno.
Io spero sempre che questo sia chiaro, ma a quanto pare continuo ad essere una povera scema.

Comments: 0 | Views: 12Last Post by: Ruri (24/4/2012, 19:53)
 

B_NORM    
view post Posted on 21/4/2012, 20:39 by: RuriQuote
Sono cresciuta a pane e fumetti.
Fumetti Disney noti a tutti: il caro vecchio Topolino e tutte le pubblicazioni relative. Personalmente ho sempre preferito gli abitanti di Paperopoli a quelli di Topolinia; trovo la famiglia dei Paperi molto più divertente.

Di fatto comunque la Disney grazie a Topolino&Co. mi ha insegnato più di quanto pensassi e alcune storie mi sono rimaste profondamente impresse. Dalle parodie dei grandi classici (come posso dimenticare Paperino Paperzukoff di Guerra e Pace, o Brigitta Merendolina? Arrivano gl'Inglesi! ho urlato anch'io con Paperino nel Revival dell'Indipendenza) alle storie più semplici.
Alcune, appunto, le ricordo molto bene. Di altre ricordo solo dei punti salienti, come in quella storia dove uno Zio Paperone afflitto dalle tarme mangiatrici di dollari esclamava: "Sono il mio cruccio!" e io al tempo non sapevo cosa volesse dire la parola cruccio. In un altra storia il Sindaco di Paperopoli si ritrovava afflitto da un gravissimo problema: l'evasione fiscale.
Si risolveva di chiedere al magnate per eccellenza un metodo per risolvere la spinosa situazione e Paperon de' Paperoni se ne usciva con un'idea geniale: non chiedere più ai diretti interessati l'ammontare dei loro possedimenti, bensì rivolgersi ai loro vicini. Una denuncia reciproca di ciò che l'altro possiede e io no.

Allora mi fece solo ridere, ma se lo ricordo ancora oggi è perché si tratta di una denuncia terribile a quel male che affligge un po' tutti prima o dopo: l'invidia.
Lo noto, molto spesso, attorno a me. Questo continuo guardare, di sottecchi, ciò che gli altri fanno, ciò che gli altri hanno. In termini di libertà, di possedimenti nudi e crudi, di capacità.
Non dico di non essere invidiosa: certo che lo sono.
Eppure mi irrito quando mi accorgo di come attorno a me non si riesca a vedere altro che quel che manca e mai quel che si ha.
Ogni tanto sarebbe sufficiente focalizzare la propria attenzione sul nostro orticello e forse ci si renderebbe conto che non siamo poi così poveri come sembra.
Basterebbe limitarsi a guardare quel che possiamo fare noi per non dover invidiare la libertà altrui.
Eppure siamo un popolo d'invidiosi.
Siamo un popolo di delatori. E nel mio piccolo ambiente lavorativo me ne accorgo molto spesso.
Siamo fin troppo pronti ad essere giudice, giuria e boia di tutti quelli che ci circondano, sempre pronti a bisbigliare riguardo ad ogni loro minimo comportamento. Perché ha fatto questo, perché ha avuto quello, perché lui sì... ed io no.

Ed oggi in macchina ascolto proprio una Pubblicità Progresso riguardo l'evasione fiscale. Stato Italiano, prendi esempio da Zio Paperone.
Anni fa ti aveva già indicato la soluzione a tutti i tuoi problemi.
Ed in più -magari- dopo esserne stata colpita di rimbalzo, la gente la pianterebbe con la stupida convinzione che l'erba del vicino è sem...

Read the whole post...

Comments: 0 | Views: 21Last Post by: Ruri (21/4/2012, 20:39)
 

B_NORM    
view post Posted on 3/4/2012, 21:10 by: RuriQuote
Io ho un pessimo carattere.
Lo riconosco senza alcun problema.
Sono infame e canzonatrice: poche cose mi divertono di più che vedere l'espressione sconvolta delle mie povere vittime quando distruggo alcune delle loro convinzioni con poche parole. Non ci vuole molto, basta avere quella giusta dose di malizia, la capacità di tenere gli occhi e le orecchie aperti per sapere dove colpire e fondamentalmente una gran faccia di bronzo.

Oltre a questo sono anche fondamentalmente cinica e insensibile.
Non sono in grado di soffrire, veramente, per qualcosa che non conosco o che non mi tocca personalmente (o non tocca le persone che amo, che per come son fatta equivale a chiamarmi in causa)
Ebbene sì, non soffro per i bambini in Africa.
Le pubblicità progresso non mi fanno inumidire le ciglia.
Non piagnucolerò sulla strage di agnelli pasquali.
Gli annunci dei poveri cuccioli al canile mi lasciano indifferente.
E potrei continuare a lungo, in realtà. Perché è un discorso molto ampio.
Sono in grado d'indignarmi per i principi che vengono distorti e calpestati, ma non ho afflato emotivo personale verso coloro che soffrono a causa di queste distorsioni.
In poche parole: non ho pietà per un assassino ma non soffro fisicamente per la vittima. Perché, sinceramente, non me ne frega niente.
Sei morto? Amen. Mi dispiace vagamente ma non riesco ad avere quelle fitte di dolore che tanti millantano.

Il che mi fa arrivare ad un altro discorso: sono io strana o sono semplicemente sincera? Agli altri veramente importa, e io sono una cinica insensibile, o siamo tutti uguali ma non abbiamo il coraggio di ammettere come c'importi meno di milioni di morti che dell'ultima partita dell'Italia ai Mondiali?
Visto che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca, io son dell'idea che alla stragrande maggioranza della gente non gliene importi veramente un fico secco. Però è bello far scena.
Almeno per quei cinque minuti che ti fanno passare per persona interessata e civile. Perché ti preoccupi per "I Grandi Mali del Mondo". Questo mi fa solo ghignare fra i denti, che l'ho detto sono infame.
E non ho la minima intenzione di giustificarmi tramite ciò: sono così e non ho intenzione di cambiare questo lato del mio carattere. Ho già abbastanza problemi per fatti miei senza andare a preoccuparmi anche di tutto il resto del mondo.
Come se poi servisse a qualcosa. Allora, forse, lo capirei.
Ma continuerei imperterrita a mangiare agnello a Pasqua: fatevene una ragione, a me me piace (cit).

Sono stanca del buonismo, del perbenismo, del non essere più in grado di dire in faccia quel che si pensa. Di dover essere ipocriti e fare buon viso a cattivo gioco a tutti i costi perché altrimenti sei un maleducato. O peggio.
Sono stufa di dovermi barcamenare in una situazione dove devi per forza mostrare interesse verso dei Grandi Temi (non per forza rilevanti: potrebbe essere anche il Grande Fr...

Read the whole post...

Comments: 6 | Views: 53Last Post by: Ruri (14/4/2012, 18:25)
 

B_NORM    
view post Posted on 21/3/2012, 15:05 by: RuriQuote
Mi annoio.
Quando mi annoio scrivo, non per forza cose sensate anche se ogni tanto mi è capitato di stupire me stessa in primis con risultati non dico buoni ma almeno un po' sopra la grigia mediocrità.
È un bel problema scrivere solo nei momenti di noia, ne converrete con me (che poi continuo a chiedermi perché parlo al plurale, davvero. Sarà che la prima persona singolare mi fa troppo sindrome "caro diario" ma ho comunque bisogno di qualcuno a cui rivolgermi. Mi faccio le domande e poi mi rispondo anche da sola: sono un genio del male).
Perché scrivere nei momenti vuoti vuol dire farlo in maniera discontinua e disordinata, con il risultato che passa così tanto tempo fra l'inizio di un io racconto e la fine (sempre che i arrivi alla fine) che il mio stile di scrittura è irrimediabilmente cambiato e io mi trovo in questa situazione incresciosa: o lascio che primo e ultimo capitolo s'insultino stilisticamente o decido di riscrivete tutto con conseguente inizio di una Neverending Story.

I miei racconti hanno tutti questo problema qui, infatti. Un po' come la mia vita. Non sono ancora riuscita a trovarle una direzione finale quindi spreco le mie energie in un sacco di progetti che difficilmente riuscirò a concludere. È che mi passa l'entusiasmo. Non sono fatta per le lente braci io quanto per i grandiosi fuochi di paglia: fenomenali effetti speciali per un periodo estremamente limitato. Che poi anche questo è vero fino ad un certo punto, negli affetti son tutto men che incostante (infatti continuo ad amare gli avverbi in -mente malgrado sia ben conscia dei loro enormi difetti. Pedissequamente).

Non sono in grado di stare abbracciata al campanile per troppo tempo e questo si ripercuote sui poveri cristiani che mi frequentano e che io vorrei trascinare tutti con me (riuscendo ci anche, ogni tanto) infischiandomene solennemente di quisquilie come i progetti altrui. L'unica cosa che salva i disgraziati masochisti che si prendono la briga di aver rapporti con me dall'urto di nervi è che sono brava a censurarmi. Non si direbbe, eh? Invece faccio un sacco di concessioni, per quello che è il mio carattere. Mi sforzo per il quieto vivere perché, anche se non lo capisco, riesco ad immaginare che gli altri non vedano il mondo proprio come lo vedo io.
E me ne sto buonina.

Poi eh, ogni tanto me le tirano fuori. *e passa da buonina a vipera cornuta*

Comunque, mi annoio e sento musica anni '80: sono alla frutta. Forse all'ammazzacaffe.
Comments: 0 | Views: 3Last Post by: Ruri (21/3/2012, 15:05)
 

B_NORM    
view post Posted on 20/3/2012, 00:08 by: RuriQuote
C'erano una volta i vampiri.

CITAZIONE
vampiro
[vam-pì-ro]
nome maschile
pipistrello americano che si nutre di insetti e del sangue di animali
nella credenza popolare, essere che di notte lascia la sua tomba per assalire le persone e succhiare loro il sangue:
Esempio: il conte Dracula è il più famoso vampiro

Come dice il comodissimo dizionario, non si tratterebbe d'altro che morti viventi. Tizi che vanno in giro di notte a mangiare la gente.
Una figura senza dubbio molto interessante, da molteplici punti di vista. Da che l'uomo ricordi c'è sempre stato l'intrinseco terrore del morto che ritorna, in qualsiasi forma (vampiri, fantasmi, zombie e balle varie insomma).
Sono credenze ataviche, un po' come la paura del buio.
Com'è prevedibile l'essere umano è attirato, suo malgrado, da tutto ciò che lo spaventa: scoperchia le tombe; ficca il naso nel buio; rovista fra i vermi. Li teme, ma insieme non riesce a non esserne attratto. Poi finisce male ma tant'è.
Nel caso specifiico del vampiro ne è stato tanto ammaliato da averne studiato la figura e averla modificata in maniera allucinante nel corso dei secoli.

C'è chi l'ha fatto male.
Chi ha preso il Vampiro e l'ha reso un fenomeno da baraccone, e penso che sappiano tutti a chi mi riferisco (ma non a quel caso soltanto. Si tratta di moltissime versioni che personalmente mi causano due effetti fondamentali: le lacrime o l'ilarità convulsa).
C'è chi invece lo sta facendo bene.

Sì, sto tirando acqua al mio mulino perché collaboro, da qualche parte, al progetto. Ma lo sto facendo su una piattaforma che leggono in tre quindi penso di potermelo permettere.
Senza contare che se lo pubblicizzo è perché si tratta di qualcosa che ritengo fatto veramente bene, a prescindere dal mio scarso contributo.

À vous.

Schermata03-2456006alle225048-1

Comments: 0 | Views: 5Last Post by: Ruri (20/3/2012, 00:08)
 

B_NORM    
view post Posted on 27/2/2012, 20:19 by: RuriQuote
CITAZIONE
Sherlock Holmes: Oh, hell! What does that matter?! So we go around the sun! If we went around the moon or round and round the garden like a teddy bear, it wouldn't make any difference!

Io ho un problema.
Non grave come quello di Sherlock, indubbiamente. Non sono una sociopatica ad alta funzionalità soprattutto, per il bene mio e di tutti coloro che mi frequentano.
Ma ultimamente sto cominciando a riconsiderare, in maniera complessiva, l'importanza di molte delle nozioni che ci vengono inculcate a forza in mente.
Il punto non è quel che sappiamo, è quel che ci è realmente utile. Mi serve sapere qual è la capitale di St. Kitts & Navis se a malapena so che uno Stato del genere esiste considerando che, comunque, nel caso dovessi recarmici dovrei in ogni caso informarmi? Perché ovviamente non basta sapere la capitale di un Paese per conoscerlo. Spesso non basta neanche viverci, figuriamoci.
E allora, a cosa serve?
Perché questa stupida moda d'imbottire la testa con informazioni prevalentemente inutili? Senza considerare che imparare a memoria l'Enciclopedia Britannica è materialmente impossibile, quindi ci saranno sempre informazioni che non conosciamo.
Quel che è necessario davvero imparare è il metodo per ricavare ciò di cui necessito: sapere dove andare a guardare, insomma.
Non ritengo che l'intelligenza si misuri secondo quante misere nozioni uno è in grado di memorizzare: la memoria si allena, in vari metodi, e il ricordarmi cose a caso non mi rende intelligente. Non più di quanto sia intelligente una rubrica solo perché "ricorda" un sacco di numeri.
Quanto veramente abbiamo bisogno delle cose che sappiamo?
E quante cose di cui avremmo bisogno invece le ignoriamo bellamente?
Trovo quanto meno stupido definire la cultura generale di una persona solo basandosi sul numero di nozioni che è in grado di ripetere a pappagallo.
Bravo, complimenti, come vedi come sei in grado tu è in grado di farlo anche un uccello con un cervello dieci volte più piccolo del tuo. Fatti due domande e datti almeno una risposta, soprattutto.
Stiamo disimparando a pensare.

Questo è terribile.
Davanti ad una prospettiva del genere ha davvero senso preoccuparsi del sistema solare?
D'altronde gli antichi vivevano benissimo pur credendo nella Terra Piatta.


p.s.
Lo so che è necessaria la conoscenza del sistema solare e delle leggi fisiche relative e non. Lo so. So che non è necessaria a me: nel mio piccolo, sapere o non sapere la distanza fra la Terra e la Luna è la medesima cosa.
Questo perché non sono un ingegnere della NASA, a lui ovviamente interessa.
Comments: 2 | Views: 22Last Post by: Dreyght (26/3/2012, 17:55)
 

B_NORM    
view post Posted on 18/2/2012, 21:50 by: RuriQuote
A prescindere dal mio problema con i titoli, questa è una riflessione molto seria.

Ieri, venerdì 17/02/2012 (oh no, non ho il tastierino numerico ed improvvisamente questo mi sembra un problema insormontabile, e dire che ho cominciato ad usarlo da un mese al lavoro) ero appena uscita dalla Compagnia.
Una mano nella tasca della mimetica, l'altra a sorreggere la sigaretta che mi ero appena accesa, mi dirigevo tranquillamente verso le macchinette con il chiaro intento di prendermi un caffè. Ne bevo una quantità infinita di caffè, d'altro canto.
Solo che mentre camminavo ho avuto un flash.
Quanta parte della mia vita coloro che amo non vedranno mai?
Per quanto mi possano stare accanto, per quanto siano sempre nei miei pensieri e nel mio cuore, comunque non ne saranno mai veramente parte.
Nessuno di coloro che amo davvero avrà probabilmente mai occasione di vedermi seduta alla scrivania, in ufficio. Di sentirmi ridere mentre me ne sto sbragata sul Ducato a fare il solito tragitto.
Non mi vedranno all'alzabandiera, o mentre chiacchiero allo spaccio. Non mi vedranno rialzare il bavero del windstopper ed indossare il basco perché comincia a piovere.
Nessuno di loro mi vedrà mentre monto di servizio.
Per quanto io possa immortalare (pics or didn't happen) in una foto questi momenti, per quanto possa raccontarli, loro non ne fanno parte.
Immagino succeda per tutti, ma me ne sono resa conto solo adesso.
Quella Me Stessa non la conosceranno mai. E ci sono altre parti di me che probabilmente non avranno mai occasione di vedere, per quanto mi stiano vicino.
Per quanto forte sia il legame.
E a seconda del luogo dove mi trovo e della compagnia, io sono diversa e lo so. So che cambio, che vedo il mondo in maniera differente in quei momenti.
Anche per come mi relaziono agli altri.

Mi sono resa conto, con tutto questo, di quanto la solitudine non sia mai completamente eludibile. Ogni persona è uno strumento e alcune note possono essere prodotte solo in casi estremamente particolari. Per quanto tutte insieme possano creare una qualche armonia, ci sono singole note che nessuno sentirà mai.
L'adattamento non è male: è il fondamento della sopravvivenza. Siamo tutti uno, nessuno e centomila eppure mi fa male rendermi conto di non poter condividere con chi vorrei ogni sfaccettatura del mio carattere.
Lo desidero, ma non sono in grado di realizzarlo.
Ci sarà sempre qualcosa di me che, malgrado la mia volontà, non verrà mai alla luce.
Ci sarà sempre un'ombra.

Comments: 2 | Views: 20Last Post by: Ruri (27/2/2012, 19:35)
 

B_NORM    
view post Posted on 10/2/2012, 23:06 by: RuriQuote
Forse queste trentasei semplici regolette non trasformeranno nessuno in un premio Nobel per la letteratura ma, quasi sicuramente, riusciranno ad evitare degli obbrobri letterari.
Qualcuno, dai.

CITAZIONE
1. Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

17. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

18. Metti, le virgole, al posto giusto.

19. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non sempre è facile.

20. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

21. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

22. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

23. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fa sbaglia.

24. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

25. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

26. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

27. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche e simili.

28. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del “5 maggio”.

29. All’inizio del discorso usa la ca...

Read the whole post...

Comments: 2 | Views: 20Last Post by: Ruri (14/2/2012, 00:15)
 

Search:

 



Just Simple Skin - Designed by El Gringo 89